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Composizione a tema scannability

Nessuno legge il tuo sito. Lo scansiona. Ecco come scriverci sopra

Ti do una notizia scomoda, se scrivi contenuti per il web: quasi nessuno legge quello che scrivi. Non nel senso in cui leggeresti un libro, parola dopo parola, riga dopo riga. Gli occhi delle persone si muovono sulla pagina cercando punti di ancoraggio: titoli, parole in grassetto, numeri, il primo rigo di un paragrafo. Il resto viene setacciato più che letto, in cerca del segnale che dice "questa parte mi interessa, mi fermo qui".

Non è pigrizia. È un adattamento sensato a un mondo pieno di testo. Nessuno ha il tempo di leggere per intero ogni pagina che apre, quindi il cervello ha sviluppato una scorciatoia: scansiona prima, legge dopo, solo se la scansione trova qualcosa che vale la pena approfondire.

Il problema di scrivere come se qualcuno leggesse tutto

Il copy scritto pensando a una lettura lineare, quello con paragrafi lunghi, poche interruzioni visive, l'informazione più importante sepolta al terzo rigo, parte già in svantaggio. Non perché sia scritto male in senso tradizionale. Ma perché ignora come funziona davvero l'attenzione di chi legge sullo schermo.

Il rimedio più comune, e più abusato, è "spezzare tutto in elenchi puntati". Funziona, ma solo fino a un certo punto: se ogni pagina diventa una sequenza di bullet point senza contesto, perdi la capacità di argomentare, di collegare un'idea alla successiva, di costruire davvero un ragionamento. Il problema non è la lunghezza del testo. È la sua struttura.

Da fare subito

Il test della prima riga

Copia in un documento a parte solo la prima riga di ogni paragrafo del tuo sito, in ordine, senza aggiungere né togliere nulla. Poi leggi quel documento da solo, come se fosse l'unica cosa che hai scritto.

Ha ancora senso? Riesci a seguire il filo del discorso, capire il punto principale? Se sì, la tua pagina è già scritta bene per la scansione. Se invece sembra una sequenza di frasi scollegate, hai trovato il problema: spesso basta spostare la frase chiave all'inizio del paragrafo, e lasciare che il resto la sviluppi.

Cosa cerca davvero l'occhio quando scansiona

Titoli e sottotitoli che riassumono il contenuto sotto, non che lo introducono in modo vago. "Vantaggi" dice poco. "Perché costa meno nel lungo periodo" dice tutto.

Le prime parole di ogni frase contano più delle ultime. Se la parte più rilevante è alla fine di un periodo lungo, rischia di non essere mai vista da chi sta solo scorrendo la pagina. Grassetti usati con parsimonia funzionano come segnali. Grassetti usati ovunque smettono di funzionare, perché il cervello non può distinguere ciò che è davvero importante da ciò che semplicemente sembra sottolineato per abitudine.

Il caso limite: quando la scansione uccide l'argomentazione

Il rischio opposto, quello in cui cadono molti siti dopo aver letto un articolo come questo, è spezzare tutto in frammenti così brevi da perdere ogni capacità di costruire un ragionamento. Frasi di quattro parole, un concetto per riga, zero connettivi logici: il testo diventa scansionabile all'estremo, ma smette di argomentare qualsiasi cosa. Chi legge scansiona in fretta, sì, ma non trova mai un motivo per fermarsi e approfondire.

Un buon testo per il web alterna deliberatamente frasi brevi, che reggono la scansione, a passaggi più articolati, che reggono l'argomentazione, quando il lettore decide di rallentare.

Non è un compromesso sulla qualità del testo

Un testo pensato per essere scansionato bene è quasi sempre anche un testo più chiaro se letto per intero, perché ti costringe a essere preciso fin dalla prima riga di ogni paragrafo, invece di prenderti il lusso di arrivarci con calma tre righe dopo.

Prova il test della prima riga sulla tua pagina più importante, quella dei servizi o quella dei prezzi. Ti sorprenderà quanto in fretta trovi il punto debole.

Elvio Manfredi
Chi scrive

Elvio Manfredi

Copywriter e web designer da Genova, con oltre 25 anni di esperienza nel settore digitale. Progetto siti e scrivo testi basati su principi neuroscientifici verificabili, non su intuizioni.

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