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Codice Etico

Il patto che rispetto prima ancora di firmarlo con un cliente

Non è un documento che ho scritto per sembrare serio. È la lista delle cose che mi vieto di fare, anche quando sarebbe più comodo farle.

Ogni sito che costruisco e ogni testo che scrivo parte da qui: principi di integrità scientifica e professionale che valgono per ogni progetto di comunicazione, design o marketing digitale che porto avanti. Senza eccezioni per il cliente del momento, per la scadenza vicina o per quanto sarebbe allettante arrotondare un po' la verità.

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Il rigore prima di tutto

Ogni consiglio che ti do, ogni metodologia che applico, si appoggia su qualcosa che posso mostrarti: uno studio, un dato, una fonte verificabile. Se non riesco a indicarti da dove viene un'affermazione, quella affermazione non la faccio, punto. È uno standard scomodo da mantenere quando una scorciatoia venderebbe meglio, ma è l'unico che mi permette di guardarti negli occhi, o nello schermo se preferisci, senza il dubbio di averti raccontato una mezza verità vestita bene.

Le stesse regole valgono per il metodo. Se uso un approccio, te lo documento, con i riferimenti che lo sostengono. Non perché ti serva controllarlo ogni volta, ma perché deve poter reggere se un giorno qualcuno decide di farlo.

Niente citazioni inventate, niente scorciatoie

Non invento personaggi e non attribuisco frasi a persone che non le hanno mai dette. Ogni citazione che uso nei materiali che produco per te è tracciabile fino alla fonte originale, riportata così com'è stata scritta o pronunciata, senza aggiustamenti di comodo che ne cambino il senso.

E quando qualcosa non è del tutto certo, te lo dico. Distinguo sempre tra un fatto provato, un'interpretazione basata su prove solide e un'ipotesi che ha senso ma non ho ancora verificato fino in fondo. La differenza conta, anche se a volte complica la frase.

Gli strumenti che uso, non quelli che vorrei far credere di usare

Sono trasparente sugli strumenti che uso davvero. Se lavoro con Hotjar o con strumenti di analisi accessibili, salvo accordi specifici con un budget che apra la porta a qualcosa di più sofisticato, non ti farò credere di avere accesso a tecnologie da laboratorio che semplicemente non ho.

Ogni proposta che ti faccio è calibrata sulle possibilità reali, tue e mie: non ti prometto risultati che richiederebbero strumenti che nessuno dei due possiede.

Verificabile, documentato, corretto quando serve

Ogni progetto porta con sé la documentazione delle fonti e dei metodi usati: puoi sempre risalire a come sono arrivato a una conclusione. E se sbaglio, cosa che può capitare, lo correggo subito e ti dico cosa ho cambiato e perché, invece di far finta che l'errore non ci sia mai stato.

Cosa faccio quando un progetto non regge

Prima di consegnarti qualcosa, lo rileggo cercando l'errore che vorrei non trovare: un fatto sbagliato, una citazione dubbia, un riferimento debole, un limite non dichiarato. Continuo a studiare, perché il web e la scrittura persuasiva cambiano più in fretta di quanto chiunque vorrebbe ammettere.

E se un progetto mi chiede di abbassare questi standard, per quanto interessante sul piano economico, lo rifiuto. Non è testardaggine: è la sola condizione che mi permette di firmare il lavoro con il mio nome.

«Se non è verificabile al 100%, non lo affermo.»

Vale per ogni riga che scrivo, per ogni sito che progetto, per ogni cliente con cui lavoro. Nessuna eccezione per la fretta, nessuna per l'entusiasmo del momento.